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[Proposta] L'arte della guerra

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Re: [Proposta] L'arte della guerra

Messaggioda Demorden » mar giu 07, 2011 2:45 pm

Luskark ha scritto:[...]e so che i capitani di ventura son comunissimi nell'Italia di alcuni periodi (gli vengon dedicate statue equestri...)
però non so ben definirne l'origine, anche perchè in Italia non si producono cavalieri erranti, mentre in Francia eccome (colpa delle leggi del maggiorascato, in Francia il primogenito piglia tutto e gli altri non hanno altra scelta che conquistar terreni altrui, in Italia niente maggiorascato)


Forse dai miei interventi in questa sezione qualcuno si sarà fatto l'idea che abbia interesse principalmente per cose "di nicchia"...
Be' è vero. :D

È possibile avere qualche informazione in più (rispetto a quanto spieghino in qualunque liceo decente o su wikipedia :D ) su come funzionasse il maggiorascato, e sull'influenza di tale legislazione sulla presenza di cavalleria errante? (sulla quale qualche nozioncina mi stuzzicherebbe non poco).

Parlo in ogni caso di cose particolari, che magari non tutti sanno.


PS: mi pare in topic quindi due parole in questa discussione non mi sembrerebbero inappropriate, altrimenti lo si consideri come possibile argomento.
Ma questo significherebbe considerare OT tutto il mio intervento... se è così mi scuso. ;)
Ricordate sempre che è un gioco [i][u]di fantasia[/u][/i]:

la domanda non è mai "[i][b]è[/b] possibile[/i]?", ma piuttosto "[i][b]ritengo che[/b] dovrebbe essere possibile[/i]?"
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Re: [Proposta] L'arte della guerra

Messaggioda Ovino » mar giu 07, 2011 7:28 pm

Mad_Master ha scritto:I rapporti clientelari sono sempre esistiti in un modo o nell'altro, ma il feudalesimo come forma di governo estesa e codificata risale al periodo carolingio o giù di lì... Se andiamo a pignoleggiare, possiamo pure tirare in campo i satrapi dell'impero persiano o i capitribù di quello sumero, che erano tutti vassalli dell'imperatore, ma mi parrebbe una generalizzazione eccessiva...

Dissento perché i rapporti clientelari sono una cosa e riguardano la sfera privata,
le strutture feudali o parafeudali implicano il servizio pubblico.
Il Feudalesimo comunque in genere lo si fa partire da Carlo Martello: si è accorto che l'assetto amministrativo, in specie dell'esercito, non avrebbe consentito di difendere il territorio, ha riformato lo stato in quel senso prima da maggiordomo, poi da re.
Carlo Magno, no, in un certo senso ha tentato di riportare indietro le lancette della storia, perché ha preso tutta una serie di provvedimenti che andavano nel senso di attenuare la struttura feudale perché si rendeva conto che la feudalizzazione rendeva più "remoto" il suo potere sui sudditi: cioé vassalli di vassalli di vassalli.
Hai presente il XI secolo quando in tutta europa tranne in Italia ecclesiastici e nobili si scandalizzavano perché c'erano in giro tutti questi mercanti e quei proprietari terrieri che con delle gabole o olio di gomito erano riusciti a diventare "liberi" surrettizziamente (cioé rispondevano direttamente al Re senza passare attraverso la trafila di abati, vescovi, marchesi e conti?) ecco Carlo Magno ha cercato in tutti i modi di favorirli con provvedimenti legislativi e investimenti nelle infrastrutture (riprazione della rete viaria, persino dei fari, esenzioni, privilegi) non è servito a una fava.

Vado a rispondere ai quesiti

Fondi
Il re concedeva terre (principalmente), diritti (di sfruttamento, riscossione), beni, altre cose.
In cambio il contraente doveva impegnarsi a fare qualcosa.
Carlo Martello dava via terre in cambio il contraente doveva, se chiamato rispondere alla chiamata alle armi, in ogni momento, se assente ingiustificato perdeva il privilegio.
Il monastero di Fulda aveva da Carlomagno delle concessioni da capogiro, in cambio doveva fornire soldati armati con vettovaglie e tutto, pena perdeva il priviligio.
In inghilterra gli uomini liberi se s'impegnavano ad esercitarsi come corvee e a rispondere alle chiamate alle armi potevano cacciare liberamente nelle riserve di caccia della corona.
Capito?

Come sapeva il re chi e quanta gente chiamare?
In realtà tutti i re, persino i longobardi tenevano dei registri, con la copia dei contratti e tutto, se erano analfabeti avevano sempre chi sapeva leggere per loro.
Sapere quanta gente chiamara è logistica base-base,
Sapere chi chiamare anche calcolare quanto ci mette ad arrivare tizio e caio e dove si trovano faceva parte del lavoro. Quelli che non erano capaci di fare due conti perdevano, tutto lì.
C'è pieno così di generali che non sapevano far due conti e perdevano battaglie già vinte nei post che mi ha mangiato questo sito (quanto lo odio) avevo fatto gli esempi.

Tattiche
Dipende dal terreno e dall'armamento.
Dipende però anche quanto è intelligente il generale: Alarico aveva studiato da ufficiale romano e non sapeva un ca22o, non riusciva nemmeno ad espugnare le mura delle città greche che erano dei colabrodi, la sua tattica di assedio più sofisticata era piantare le tende lì e aspettare che la città cadesse mentre le sue truppe morivano di fame. Un Re franco era ignorante come una capra però non era mica stupido però si era fatto un giretto attorno a una città romana tutta bella fortificata, aveva notato che c'era un'acquedotto sotterranneo, nottetempo ci aveva mandato dentro i suoi uomini migliori a uccidere le sentinelle e aprire le porte e così è stato (no non vado di nuovo a cercarmi il nome di re e città).
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Re: [Proposta] L'arte della guerra

Messaggioda Luskark » mar giu 07, 2011 7:32 pm

Ovino ha scritto:Dissento perché i rapporti clientelari sono una cosa e riguardano la sfera privata,
le strutture feudali o parafeudali implicano il servizio pubblico.

Ricordo che però tra le due cose nel pensiero antico e medievale non esiste la differenza che intendiamo noi, specie se si parla di un uomo pubblico/politico... basta dare un'occhiata al De Clementia di Seneca, un imperatore non ha sfera privata, ogni sua azione ha valore pubblico

Demorden ha scritto:È possibile avere qualche informazione in più (rispetto a quanto spieghino in qualunque liceo decente o su wikipedia :D ) su come funzionasse il maggiorascato, e sull'influenza di tale legislazione sulla presenza di cavalleria errante? (sulla quale qualche nozioncina mi stuzzicherebbe non poco).

non credo sia OT perchè è un'organizzazione militare da non tralasciare
purtroppo le mie competenze si fermano a quanto detto (la mia professoressa si limitò a dir questo e che avrebbe meritato un corso a parte), ti posso dire che in Italia esiste una suddivisione dei beni tra ereditari, mentre in Francia il maggiore piglia tutto e gli altri o si conquistano il territorio altrui o vanno a fare gli erranti finchè non ci riescono
difatti la letteratura francese d'epoca è colma di cavalieri erranti, quella italiana quasi priva
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Re: [Proposta] L'arte della guerra

Messaggioda Pancake_Slaughter » mar giu 07, 2011 8:44 pm

JocAss ha scritto:Pere esempio, ho letto da altre parti, come per esempio [url=forum/viewtopic.php?f=120&t=19719]qui[/url], che in molte società feudali non era presente un esercito regolare. In questo caso, mi chiedo, come funzionava?

Si reclutava sul momento. Nobili, città, e re aprivano i forzieri e prendevano denaro a prestito sia per equipaggiare la popolazione locale sia (molto molto spesso) per pagare mercenari. Tutte queste truppe di nuova formazione venivano integrate attorno a un piccolo nucleo di armati in servizio permanente (che potevano essere i cavalieri in servizio a un nobile, ad esempio).

Di gran lunga, la principale motivazione che spingeva il soldato medievale medio a combattere era la paga e la possibilità di saccheggio, al punto che era un grave problema impedire che i plebei della fanteria si fermassero a spogliare i nemici uccisi durante le fasi finali di una battaglia.
quali sono le differenze fra un esercito "occasionale" e uno mercenario (parlo in termini di competenze e tecniche) ?

Dipende dagli eserciti di cui stiamo parlando =D

Per esempio, c'erano ottime e rinomate truppe mercenarie (ad esempio i balestrieri genovesi) che erano effettivamente duri come il corno e assolutamente letali, e c'erano eserciti di leva altrettanto capaci di dire la loro (come i famosi arceri con arco lungo inglesi, che per legge si addestravano settimanalmente al tiro). E c'erano anche bande mercenarie che erano poco più che tagliagole poco disposti a rischiare la vita, come anche eserciti di leva che dovevano essere spinti in battaglia a suon di minacce. Insomma dipende, a seconda del periodo e del regno puoi trovare davvero di tutto.
come funzionava la carriera di un soldato? cosa faceva in tempo di pace?

Un soldato professionista era chiamato "lancia libera", da cui il moderno freelance. Di solito si metteva a servizio, pagato, di un nobile o di qualche altro potente, per il quale combatteva. Questo genere di soldati in genere non erano nobili, e le loro possibilità di carriera dipendevano dalla loro abilità; i bravi soldati venivano ben pagati ed equipaggiati e potevano anche essere fatti cavalieri e, in certi casi, ricevere il done di terre e titolo nobiliare.

Lo stronzo qualunque però era più che altro interessato alla paga e a rubare tutto quello che potevano ai nemici uccisi e ai territori occupati.
Per quanto riguarda l'arte della guerra vera e propria: quali sono le tattiche più comuni?

L'assedio è di gran lunga, sproporzionatamente, la tattica più comune del periodo medievale. Il decisivo vantaggio delle fortificazioni fisse rispetto alle possibilità del normale esercito medievale facevano sì che la tattica meno rischiosa fosse saccheggiare la campagna e mettere il blocco alla fortezza nemica finchè quelli non si arrendevano per fame.

Sul campo di battaglia la sottigliezza era un bene raro, e a parte qualche generale sveglio che utilizzava le solite imboscate di solito si trattava di un duello di arcieri (disposti ai fianchi dell'esercito) e di una carica al centro, fanteria contro fanteria, seguita da una carica di cavalleria appena i ranghi nemici si erano aperti. Poi naturalmente ci sono mille variazioni, ma più che altro si andava allo scontro e si vedeva chi cedeva per primo.

Cosa IMPORTANTE e distintiva del periodo medievale è che i nemici catturati di rango nobile e i cavalieri in genere non vengono macellati, ma viene chiesto un riscatto.
come deve essere scelto il campo di battaglia?

Dipende da quanto è svelto il generale. Uno furbo ne sceglierà uno che è adatto al modo in cui combatte il suo esercito (es. Enrico V alla battaglia di Agincourt), generali scemi si faranno attirare in trappole (Guglielmo di Lusignana contro Saladino). In generale si evita molto di combattere nelle foreste e sui fiumi, perchè la cavalleria tende ad avere un ruolo prestigioso e vuole un terreno adatto alla carica.
quali sono le truppe maggiormente determinanti?

Dipende moltissimo dal periodo e dalle condizioni. Per usare l'esempio di prima, ad Agincourt fu la carica finale degli arcieri ai fianchi dello schieramento nemico a provocare il massacro finale, ma in tanti altri casi la cara vecchia cavalleria se l'è cavata caricando in pieno la linea avversaria e travolgendola. Dipende davvero. I vari decenni hanno le loro truppe preferite. Considera sempre questa costante però: quali che siano le truppe effettivamente più importanti, la cavalleria ricopre sempre un ruolo di prestigio.

Le mie fonti sono ore e ore passate a leggere wikipedia e Medieval II Total War ^^
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Re: [Proposta] L'arte della guerra

Messaggioda Ovino » mar giu 07, 2011 8:49 pm

Luskark ha scritto:Ricordo che però tra le due cose nel pensiero antico e medievale non esiste la differenza che intendiamo noi, specie se si parla di un uomo pubblico/politico... basta dare un'occhiata al De Clementia di Seneca, un imperatore non ha sfera privata, ogni sua azione ha valore pubblico

Attenzione.
I Romani avevano l'istituto della clientela antichissimo e ben preciso e regolato ma le cariche pubbliche non le davano per via clientelare. Se per cariche pubbliche intendiamo anche il sacerdozio ci si entrava per cooptazione le altre per nomina. Almeno in linea di principio.
Poi se quello che Seneca avesse detto fosse vero e accettato da tutti non capisco perché i senatori contemporanei vedessero come fumo negli occhi il fatto che Claudio amministrasse l'impero come suo "privato" patrimonio famigliare amministrato dagli stessi liberti che usava per amministrare i suoi possedimenti.
Perlatro, quando Nerone era ancora sotto ciabatta di Seneca, i liberti sono stati silurati e rimpiazzati con amministratori presi dai ranghi senatori ed equestri.
Cioé quella lì era fuffa.

Demorden ha scritto:È possibile avere qualche informazione in più (rispetto a quanto spieghino in qualunque liceo decente o su wikipedia :D ) su come funzionasse il maggiorascato, e sull'influenza di tale legislazione sulla presenza di cavalleria errante? (sulla quale qualche nozioncina mi stuzzicherebbe non poco).

Allora la cavalleria errante esiste nella testa dei romanzieri e di qualche storico.
Un cavaliere ha bisogno riparo, cavalli, rendita per allenarsi, mangiare lui il cavallo, i servitori vari, mantenere le armi, un cavaliere può essere tutto quello che vuoi ma non errante.
Se diventa errante come fa a mangiare? La risposta è rubacchia qua e là, attenzione in tutti i posti era vietato, se non avevi l'esenzione apposita, danneggiare o far foraggiare le bestie nel campo di qualcun altro, e non contava un tubo se eri cavaliere o ecclesistico.
Perciò i cavalieri erranti, fino a che la gente non ha avuto bisogno di mercenari erano visti come fumo negli occhi.
I Normanni che han conquistato il sud Italia, l'Inghilterra e l'Irlanda erano montati a cavallo ma erano meno cavalieri degli Equites Celti e Iberi di Cesare sia come etica che come ruolo sociale, erano l'ultimo grido delle invasioni di fine alto medioevo.
Tutti i cavalieri sono stanziali: sia che è gente che è (succedi di rado) è stata promossa sul campo ma veniva da famiglie umili, sia che erano i figli cadetti dei nobili, sia che erano nobili decaduti alla fine diventavano:
Mercenari le città mercanitili Italiane e Anseatiche ma anche Bisanzio e via dicendo li reclutava volentieri,
Esattori\ Guardie di confine questi qui erano nobili piccoli, affamati, incattiviti, i migliori capitani mercenari e poi pirati vengono da questo strato sociale, si vede che risquotere le gabelle. Il padre di Giovanna d'Arco era uno di questi cosi qui. Occhio, in Francia e in Germania erano davvero cattivi, sarà stato il clima di merda ma quella era gente che per hobby aspettava che la gente andasse alla gogna per scassargli la testa a sassate, in Italia c'erano ma più civili.
Cambio di affiliazione alcuni cavalieri Inglesi, Francesi, Borgognoni erravano giusto il tempo di andare in Spagna, giuravano fedeltà a uno dei re cristiani, fatto ciò se riuscivano a conquistare delle terre o altra roba agli infedeli piantavano le tende lì. Certe città spagnole c'erano quartieri che prima della conquista erano mussulmani o ebraici, dopo, se li prendevano gli Inglesi o Borgognoni, i Francesi preferivano ciucciarsi le terre sano, sano.

L'est Europa colonizzato dai tedeschi va per la tangente, nel senso che questi si erano fatti un paio di conti e avevano visto che potevano fare gli imprenditori, poi però han tirato troppo la corda e si sono beccati una serie di rivolte che erano nel contempo:
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Re: [Proposta] L'arte della guerra

Messaggioda Pancake_Slaughter » mar giu 07, 2011 9:05 pm

Ah vorrei aggiungere un cosa importante ma spesso sottovalutata.

Noi ci immaginiamo le battaglie come le vediamo nei film, ed è assolutamente naturale che sia così. In realtà però, quasi tutti i film eliminano un fattore invece importantissimo per figurarsi una battaglia di qualunque epoca: la polvere. La carica di cavalleria o il sommovimento di unità di fanti in movimento producevano in genere un fottuto polverone pazzesco, e in poco tempo era praticamente impossibile vedere bene a distanza. Magari nell'Europa del Nord era meno probabile visto il clima più freddo e piovoso, ma anche quando non succedeva non si poteva mica voltare di qua e di là per cercare di capire dove ci si trovava.

Dunque, un fattore IMPORTANTISSIMO per il soldato in battaglia erano gli stendardi. Gli stendardi, ben alti sul campo, segnalavano la posizione dei comandanti e quindi delle unità che guidavano, e davano un'idea di come fossero disposte le forze proprie e quelle del nemico. La grande fantasia e varietà pittorica e cromatica degli stendardi era un fatto di prestigio ma anche pratico: stendardi che si distinguevano bene riducevano la confusione, e dovevano distinguersi bene, in fretta, a distanza e sotto stress, quindi erano ben colorati e caratterizzati.

Quindi, quando ci si immagina una battaglia, insieme alle infinite schiere di omini a cui ci ha abituato Hollywood bisogna immaginarsi anche decine e decine di stendardi, alcuni più alti e complessi di altri, e poi polvere e polvere a non finire, a seconda del terreno; questo è il modo in cui viene ritratto Enrico V ad Agincourt:

Immagine

e ricordiamoci che l'artista naturalmente voleva che si distiguesse bene il sovrano e i personaggi a lui vicini, quindi l'immagine è probabilmente più nitida di quanto avrebbe dovuto. Notare la quantità di bandiere che hanno solo questo pugno di cavalieri.
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Re: [Proposta] L'arte della guerra

Messaggioda JocAss » dom giu 12, 2011 5:45 pm

Scusate se rispondo dopo giorni, sono stato un pochino impegnato.
Grazie a tutti quelli che hanno risposto finora, in particolare a Luskark e Pancake_Slaughter.
Ovino, i tuoi post sono sempre una sfida da leggere. Forse se usassi un po' più di punteggiatura e li rileggessi (almeno per far sì che soggetto e verbo siano concordi) non sarebbe male. Non ho capito molto del discorso del cambio di affiliazione, potresti rispiegarlo?
Perché ci sono delle risposte ad un post di Demorden, il quale però non viene visualizzato?

Perfettamente d'accordo a segnalare l'epoca di riferimento come anno 1000 + due secoli.

Partiamo dalla struttura di tipo feudale:
Riassumendo: abbiamo detto che tutti sanno combattere, ricevendo un addestramento militare anche fin da bambini. Il governante, a seconda del bisogno di offesa o di difesa, chiamerà alle armi i sudditi (che sono obbligati a rispondere alla chiamata).
Mi mancano da sapere un paio di cose:
Addestramento: come funziona questo addestramento? Come ci insegna Hollywood, i figli di nobili probabilmente avranno dei mentori specifici oppure verranno addestrati direttamente dalla famiglia, ma per quanto riguarda il popolano medio? Fa un servizio di leva paragonabile all'anno da militare dei tempi attuali, o si tratta invece di un addestramento più continuo e periodico? Esistevano accademie o scuole dedite all'arte militare? Come funziona la Corvè?
Chiamata alle armi: quando viene richiamato in servizio, per quanto tempo rimane in questo stato?
In termini pratici, se un governante vuole intraprendere una campagna verso un regno nemico, vengono chiamati alle armi tutti quelli in grado di combattere oppure solo una parte? Nel primo caso, se la campagna dovesse durare molto (diciamo, per esempio, una crociata), si lascia il paese sguarnito di una forza lavoro molto a lungo, oppure esiste un ricambio di truppe mandante al fronte e di truppe in "licenza"?

Nella guida del Dungoen Master 3.5, pagina 133, si parla della tipica organizzazione di un esercito e descrive, tra l'altro, i soldati professionisti (combattenti di 1° livello), che funzionano di supporto ai militari di leva, e che fungono da fanteria e arcieri. Mi chiedevo se in una società feudale questi soldati avessero senso storico di esistere, e quale fosse la loro origine, se non vi sono eserciti permanenti. Immagino fossero i "freelance" di cui parlava Pancake_Slaughter.
Mi sono sempre chiesto soldati come questi da dove arrivassero e soprattutto come fosse la loro vita. Abitavano in caserma permanentemente? Avevano possibilità di farsi una famiglia con cui stare, o passavano mesi e forse anni lontano da loro a pattugliare i territori di confine?

Vorrei invece analizzare un'altra struttura sociale, anch'essa ampiamente presente in D&D: quella della città stato (penso che si possano inserire in questa categorie anche molti dei comuni e delle repubbliche italiane del basso medioevo).
Una struttura simile avrebbe a disposizione truppe permanenti? È ovvio che, in caso di massiccio attacco nemico (se non addirittura un'invasione), sia obbligata a stringere alleanze con città vicine oppure ad assoldare truppe mercenarie, ma avrebbe anche qualche truppa personale su cui contare? Non essendoci vincoli feudali, da dove attinge cavalleria e truppe specializzate?

Mi servirebbero anche notizie specifiche per quello che riguarda la struttura di un esercito.
Di recente, nella mi campagna, ho introdotto un'armata mercenaria assoldata da una confederazione di città stato per respingere l'avanzata di alcuni barbari delle steppe (leggasi unni). Questa è la struttura che avevo penato di dargli, ditemi voi se vi convince (tenete presente che utilizzo Pathfinder come regolamento).
All'incirca 2000 soldati semplici (combattenti di 1° livello), di cui, più o meno, 750 picchieri, 750 fanti e 500 arcieri.
500 cavalleria leggera (combattenti/guerrieri/cavalieri di 1°-3° livello, devo ancora decidere), che in parte sono arcieri a cavallo.
300 cavalleria pesante (cavalieri di 5° livello pesantemente armati). Sarebbero i classici cavalieri nobili, con armatura completa, lancia, stendardo e tutto. Dato che è un armata mercenaria, sarebbero questi i cavalieri erranti di cui si parlava, no?
200 truppe speciali e di supporto, Qua sono presenti: bestie addestrate, evocate oppure ammaliate, truppe speciali di ricognizione (Ma và? i PG), artiglieria magica (magari una decina di maghi di 1° livello e un'altra ventina di 3° livello), truppe d'elite (nani a cavallo di grifoni? Elfi arcieri arcani?), macchine d'assedio ecc. insieme a guaritori, vivandiere e altro personale di supporto.
Posso supporre che in un'armata del genere non ci siano soldati di leva?
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Re: [Proposta] L'arte della guerra

Messaggioda khaleb » dom giu 12, 2011 6:13 pm

Addestramento: come funziona questo addestramento? Come ci insegna Hollywood, i figli di nobili probabilmente avranno dei mentori specifici oppure verranno addestrati direttamente dalla famiglia, ma per quanto riguarda il popolano medio? Fa un servizio di leva paragonabile all'anno da militare dei tempi attuali, o si tratta invece di un addestramento più continuo e periodico? Esistevano accademie o scuole dedite all'arte militare? Come funziona la Corvè?
Chiamata alle armi: quando viene richiamato in servizio, per quanto tempo rimane in questo stato?
In termini pratici, se un governante vuole intraprendere una campagna verso un regno nemico, vengono chiamati alle armi tutti quelli in grado di combattere oppure solo una parte? Nel primo caso, se la campagna dovesse durare molto (diciamo, per esempio, una crociata), si lascia il paese sguarnito di una forza lavoro molto a lungo, oppure esiste un ricambio di truppe mandante al fronte e di truppe in "licenza"?


I figli dei nobili, come dici, sono educati all'uso delle armi durante la vita "di corte". Il popolo non è istruito all'uso delle armi (del resto sarebbe controproducente in caso di ribellioni), ma tanto va a scontrarsi con altri popolani che hanno una conoscenza dell'arte del combattimento praticamente uguale.
L'accademia militare esisteva, credo solo in periodi tardi ma non vorrei sbagliare, soltanto per i nobili, era come dire scuola superiore.
Servire nell'esercito quando veniva organizzata una guerra era senza limite di tempo, se non quello della guerra stessa; il luogo d'appartenenza rimaneva tendenzialmente sguarnito, non esistevano ricambi di truppe inlinea di massima se non stesso tra quelle portate al fronte o disposizioni particolari a scopo tattico. E questo è durato fino alla prima guerra mondiale.

Vorrei invece analizzare un'altra struttura sociale, anch'essa ampiamente presente in D&D: quella della città stato (penso che si possano inserire in questa categorie anche molti dei comuni e delle repubbliche italiane del basso medioevo).
Una struttura simile avrebbe a disposizione truppe permanenti? È ovvio che, in caso di massiccio attacco nemico (se non addirittura un'invasione), sia obbligata a stringere alleanze con città vicine oppure ad assoldare truppe mercenarie, ma avrebbe anche qualche truppa personale su cui contare? Non essendoci vincoli feudali, da dove attinge cavalleria e truppe specializzate?


No, comuni e repubbliche italiane non sono assimiliabili alla città stato; l'ottica medievale è caratterizzata da una duplice tendenza, centralizzante (papato) e tribalizzante (piccolo feudatario): il feudalesimo si spezza quando la nascita di un ceto borghese, desideroso di sottrarsi alla tassazione speciale del feudatario, si allea con il regno per eliminare questi due fattori. La città stato è tutt'altro, è una piccola unità indipendente che è completamente incompatibile con il medioevo.
Ma ovviamente sì, la città stato aveva le sue truppe, anche se comunque al di là dei combattenti di professione il grosso era fornito dai coscritti. Tieni presente che uno dei motivi dell'ingresso nella modernità dopo il medioevo è considerato l'aver scelto di affrontare le guerre senza perdite personali, ingaggiando i mercenari che venivano pagati e spendevano la paga stesso presso coloro che li pagavano (italia meridionale pre cinquecentesca).
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Re: [Proposta] L'arte della guerra

Messaggioda Luskark » dom giu 12, 2011 6:25 pm

I comuni italiani funzionano spesso e soprattutto con le compagnie mercenarie dei capitani di ventura.
Arrigo imperator germanico vien battuto dai comuni veneti perchè son abbastanza ricchi da pagarsi i mercenari giusti ;)
Capitani di ventura che normalmente erano dei figli bastardi di qualche nobile importante, tanto che alcuni storici definiscono l'età comunale come "l'epoca d'oro dei bastardi".
Nota bene che questi erano utili al padre che li mandava in guerra se erano capaci o a fare i sacerdoti se non lo erano in modo da intessere comunque relazioni importanti e guerreggiare comunque negli interessi del casato di provenienza (che spesso li aiutava)
Ovviamente come mercenari non potevano vivere nelle foreste indi stavano al servizio di qualche comune che li compensava con statue equesti e territori (alcuni ottenevano cariche importanti)

In Francia invece ci sono i cavalieri erranti a causa del maggiorascato (il primogenito piglia tutto) che fanno un po' i mercenari per chi li ospita e li paga (non possono errare a lungo) fino a che non trovano un bel castello, se lo conquistano e non sono più erranti
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Re: [Proposta] L'arte della guerra

Messaggioda Ovino » dom giu 12, 2011 8:22 pm

JocAss ha scritto:Forse se usassi un po' più di punteggiatura e li rileggessi (almeno per far sì che soggetto e verbo siano concordi) non sarebbe male.

Non ho da fare per i cavoli miei nel mondo reale e sto' collaborando ad altri due progetti.
M'indicheresti via MP dove non concordano i verbi?
Non ho capito molto del discorso del cambio di affiliazione, potresti rispiegarlo?

A questo punto non mi va.
Perché ci sono delle risposte ad un post di Demorden, il quale però non viene visualizzato?

Bho, il forum mi ha mangiato due post di cui uno, sparito come se non fosse mai esistito, con le op. cit.
Da sbattermi a fare messaggi fatti bene a queste condizioni non ne ho proprio voglia, perciò arrivederci.
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