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[Recensione] Oceania (film Disney 2016)

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[Recensione] Oceania (film Disney 2016)

Messaggioda Luskark » mer dic 21, 2016 4:10 pm

Regia: Ron Clements e John Musker
Cast (doppiatori originali): Auli'i Cravalho, Dwayne Johnson, Rachel House, Jemaine Clement
Cast (doppiatori italiani): Emanuela Ionica, Chiara Grispo, Fabrizio Vidale, Angela Finocchiaro, Raphael Gualazzi
Genere: Animazione, fiabesco, fantasy
Produzione: Walt Disney Animation Studios
Musiche: Lin-Manuel Miranda, Opetaia Foa'i, Mark Mancina
Data di uscita italiana: 22 dicembre 2016

Da qualche anno la Disney ha lanciato l’abitudine di alternare un film magico-fiabesco ad uno più legato al nostro tempo. L’ordine fu dunque Rapunzel, Ralph, Frozen, Big Hero 6, Oceania e proseguirà con Ralph 2 e Gigantic, con la sola eccezione di Zootropolis. Sulla nuova principessa polinesiana l’attenzione dei fan fu tale da creare fan-art ancor quando il film era stato a malapena annunciato. Così stavolta a Natale il film non esce tra la neve e i ghiacci di Arendelle e i personaggi canteran tra isole e mare da vacanze estive.

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Vaiana (in originale Moana) è la figlia del capovillaggio di Motonui. Una passione infantile per le storie riguardanti le altre isole ed un incontro soprannaturale con l’Oceano (e una piccola scena un po' mosaica) la spingerebbero a salpare per l’avventura, ma i doveri familiari continuano a posticipare il suo destino, che però si ripresenterà con forza in seguito quando dovrà infine partire per salvare il suo popolo.

La qual cosa presenterà non poche difficoltà, a partire dalla sua scarsa (se non nulla) esperienza nel gestire un’imbarcazione, per poi proseguire con l’ardua impresa nel convincere un semidio ad accompagnarla e poi pirati e mostri, fino a giungere ad una lotta che sembra quasi nata da una rielaborazione del segmento finale di Fantasia 2000 (L’uccello di fuoco). Il tutto con la miglior acqua mai vista in un film d’animazione e non solo. Cui si potrebbe aggiungere: anche i migliori capelli.

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Dell'oceano tu conosci bene il nome, non chiara l'acqua era un tempo, ma hanno capito ora come disegnarlo, ed è assai più bello, bimba! Brilla!

I registi sono quelli de La sirenetta ed Hercules, cui non mancheranno alcuni riferimenti, e si consiglia in tal senso di rimanere in sala fino alla fine dei titoli di coda. Da ciò derivano l’ambientazione marittima e il semidio. Eppure nessuna delle due cose funziona alla perfezione. L’oceano è qui infatti amico e non in contrapposizione con gli abitanti della terraferma (Ariel stessa voleva andarsene) e il semidio è un essere assai più umano la cui ultima impresa lo fa ricordare più come la causa di tutti i mali che un grande eroe meritevole di costellazioni.

Se si vogliono infatti citare degli antecedenti occorrerebbe piuttosto cercarli in Mulan, ove una giovane protagonista perfettamente autosufficiente che parte per un dovere personale nei confronti della sua famiglia con una missione grazie alla quale potrà salvare tutto il suo popolo, con apparizioni non irrilevanti dei suoi antenati. In aggiunta, come già accadeva in Mulan, l’ambientazione non è solo un facile sfondo in cui ambientare vicende che potrebbero aver luogo ovunque. L’antica Grecia serviva solo di contorno grafico stilistico per spigoleggiare quello che era in realtà un racconto supereroistico sotto mentite spoglie, e il cui Olimpo sembrava più una Hall of fame hollywoodiana. Nonostante anche in questo caso il processo di disneyficazione sia stato compiuto si percepisce una forma di rispetto e di documentazione sulle culture del posto, e per alcuni quanto fatto sarà insufficiente, ma basta a far sì che il film non sia ambientabile altrove e a creare forte curiosità per un mondo spesso a noi completamente ignoto.

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Aue, aue, nuku i mua, te manulele e tataki e… è dai tempi dell’aaazibegna all’inizio del Re Leone che non si sentiva una lingua straniera ripercorrere tutte le traduzioni di un film Disney!

In un tripudio di colori assai adatto ad una sala cinematografica e a mezzi grafici che servono ad essere esibiti e non occultati, il film si dimostra più proiettato avanti verso il futuro più quando riesce a mettere in atto le sue novità che quando scherza sugli stereotipi della sua casa madre.

Dire prego per tutti i grandi successi precedenti non basta, quando pochi disastri erano stati quasi sufficienti per affondarli. La bella e la bestia e Il re leone sono merito loro, sono i soprascritti che han preso Aladdin per divertirci ma non ringraziateli. Saranno gli eroi anche nostri e delle prossime generazioni solo a patto di continuare a produrre nuovi film capaci di proporsi come classici. E in questo senso il timone di Vaiana, gettato sul futuro seguendo le ispirazioni del passato, è un’ottima allegoria.
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