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[Recensione] La Biblioteca del 5°Clone

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Messaggioda Kalvalastir » lun set 18, 2006 10:12 am

Se ne parlava in un topic sui paladini...

Titolo: Sir Gawain e il Cavaliere Verde
Autore: -
Edizioni: Adelphi - 1986

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Trama: Re Artù è a Camelot per celebrare il Capodanno. Intorno a lui i cavalieri della Tavola Rotonda, "in splendida festa e spensierato piacere". E' costume del re ascoltare, prima di dar inizio al pranzo, la "strana storia di qualche avventura". Ed ecco, prima che qualcuno cominci a narrare un racconto meraviglioso, si fa avanti il meraviglioso stesso. E' un gigantesco cavaliere, tutto vestito del verde più puro, in mano ha un'ascia "mostruosa ed enorme". Quando parla, è per proporre una sfida che fa tremare...

Commento: Sir Gawain e il Cavaliere Verde è un poema medioevale databile alla fine del trecento, appartenente al ciclo cortese di Re Artù. I temi sono quelli classici dell'onore e della virtù cortese e del cavaliere senza macchia che deve compiere una cerca per il suo re, superando insidie e prove non solamente fisiche, ma soprattutto morali, per provare il proprio rigore e solidità di principi. E'una lettura breve (lo potete iniziare in un uggioso pomeriggio autunnale sorseggiando un bel tè caldo e finirlo con calma la sera, prima di andare a dormire), intensa, non pesante e molto gradevole, che consiglio a tutti coloro che interpretano o vogliono provare a interpretare un Paladino...
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Re: [Libri] La Biblioteca del 5°Clone

Messaggioda Kalvalastir » mer ott 18, 2006 6:06 pm

Questo l'ho finito da un pò... nella recensione capirete perché ho tardato così tanto a mandarla...
Titolo: Il Treno degli Dei
Autore: China Mieville
Edizioni: Fanucci - Solaria - 2005

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Trama: È tempo di rivolte e rivoluzioni, conflitti e intrighi. New Crobuzon sta cadendo a pezzi. Da un lato la guerra contro l’arcana, oscura città-stato di Tesh, dall’altro i ribelli che si aggirano per le strade portando la metropoli sull’orlo della rovina. Nel mezzo dei disordini una misteriosa figura mascherata incita a una nuova forma di ribellione, mentre tradimenti e violenze si manifestano in luoghi inconsueti.
Per sfuggire al caos e alla repressione, un piccolo gruppo di rinnegati è fuggito dalla città e ha attraversato terre straniere, alla ricerca di una speranza perduta, di una leggenda immortale. Cosí, nelle tragiche ore in cui sangue e orrore dilagano a New Crobuzon, si diffonde una voce: sta giungendo il momento del Concilio di Ferro.

Commento: Già cominciamo male... il libro è ambientato in parte a New Crobuzon, ma la traduzione è cambiata rispetto ai due libri precedenti, con il risultato che non si riescono più a riconoscere i luoghi familiari di Perdido Street Station.
L'effetto globale poi è quello di impoverire clamorosamente quello che era un affresco immaginifico davvero originale: la metropoli-organismo pulsante, attraversata dai fiumi Cancrena e Bitume diventa una sterile città con nomi inglesi di normali fiumi come il Gross Tar (Grande Bitume) o quartieri anonimi come Dog Fenn (Marcita del Cane). Mi rendo conto che questo mio commento è diametralmente opposto alle recensioni che si trovano in internet (che parlano tutte di "miglioramento" e "grande realismo"), ma ragazzi: hanno fatto di un libro fantasy dall'atmosfera originale una cosa di un piattume incredibile. Anche la trama l'ho trovata molto confusa e inconcludente: non c'è un nemico, non c'è un cattivo, persino i "buoni" non si capisce che cavolo vogliano fare. Anche una delle figure più originali e caratterizzate (il capo ribelle Toro), a metà libro viene liquidato in tre pagine e non si sentirà più parlare di lui (ok è un pò uno spoiler, ma mi anche rendo conto che nessuno lo leggerà, visto questo mio commento...).
China Mieville con questo romanzo ha cercato di dare una forte connotazione politica, con il risultato che non è più né un libro fantasy, né un libro politico. Sì parla ad esempio all'inizio del libro di questo Concilio di Ferro, come di un'entità mitica, poi si scopre che è solamente un branco di sbandati che se ne va in giro con un treno, inseguito e braccato dalle forze speciali come il peggior gruppo di criminali sulla faccia della terra pericoloso per le autorità costituite, pericolo che in verità non si capisce mai quale sia. Sproporzionato.
Sullo sfondo infine, una guerra della quale sincermante non si riesce a sentire la tensione, sebbene l'autore provi ripetutamente a commuoverci.

Finito a fatica, direi che non c'è bisogno di ulteriori commenti...
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Re: [Libri] La Biblioteca del 5°Clone

Messaggioda Utumno » ven ott 20, 2006 1:19 pm

Titolo: La Leggenda di San Giuliano Ospitaliere
Autore: Gustave Flaubert
Edizioni: Tascabili Economici Newton, 1994.

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Trama: Un giovane con una incredibile frenesia mortale. Un cervo con un funesto messaggio. Si avvererà la profezia ?

Commento:Allora...La Leggenda di San Giuliano Ospitaliere è un breve racconto che, insieme a Un Cuore Semplice e Erodiade, forma una raccolta chiamata appunto Tre Racconti...scritti tra 1875-77...Flaubert si era interessato alla leggenda del santo già a partire da gli anni '50, studiandola avvalendosi di documenti del '200 quali lo Speculum Historiale di Vincent de Beauvais e la Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze. Il racconto in questione funge da tavola centrale nel trittico de i Tre Racconti tanto che Proust riferendosi alla leggenda disse: " è la più perfetta delle sue opere". Purtroppo il racconto è brevissimo ( 22 pag. nella versione che posseggo ) ed è quindi difficile aggiungere qualcosa riguardo la trama...posso soltanto dire che ciò che più mi ha colpito è l'incredibile fusione di mistica e simbologia in un fatale susseguirsi di avvenimenti che vanno a formare un unico grande simbolo, vero risultato della trasfigurazione del protagonista. Trasfigurazione che Flaubert riesce a descrivere in modo impareggiabile...Un racconto strordinario in cui Flaubert riesce a fondere e ad unire, in un miracoloso smalto letterario, l'intero apparato cavalleresco e la più semplice delle narrazioni religiose popolari.


*: versione francese.
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Re: [Libri] La Biblioteca del 5°Clone

Messaggioda Utumno » dom feb 25, 2007 1:10 pm

Titolo: 101 STORIE ZEN
Autore: AA.VV, a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps
Edizioni: Adelphi, Piccola Biblioteca ( € 7, 50 )

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Trama: I racconti sono tratti in parte da un testo intitolato Shaseki-shu ( Raccolta di Pietra e di Sabbia ), che Muju ( il "non dimorante" ), un maestro giapponese di Zen, scrisse alla fine del secolo XIII, e in parte da varie altre raccolte di aneddoti di monaci Zen pubblicate in Giappone tra la fine del secolo XIX e il principio del XX.
Gli orientali hanno sempre avuto il massimo rispetto per l'uomo che ha scoperto il proprio IO. Un uomo siffatto si prefigge, seguendo l'esempio di Buddha, di dischiudere la propria consapevolezza. I racconti qui presentati parlano di queste scoperte dell'IO.

Commento: Lo Zen in pillole, questa è 101 Storie Zen. E badate bene, dire Zen in pillole non è dispregiativo ma anzi, perchè è più naturale avvicinarsi alle grandi questioni dello Zen attraverso piccoli racconti piuttosto che attraverso poderosi manuali, che già per loro natura sono quasi contrari allo spirito Zen!
Questa raccolta è di facile lettura, proprio come una medicina se ne può leggere un po' al giorno...non più di uno o due racconti e poi magari prendersi 10 minuti per meditare sul senso di ciò che si è letto...o meglio ancora interrogarsi insieme a gli amici...e vi assicuro che vengono fuori discussioni di ore ed ore. Ne consiglio la lettura a tutti e aggiungo che coloro che sono appasionati di pg in stile oriental ( monaci, ninja, etc etc )troveranno una miriade di spunti per interpretare i loro personaggi ( per me è stato così ).
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Messaggioda Blackstorm » dom feb 25, 2007 4:39 pm

Titolo: A me le guardie!
Autore: Terry Pratchett
Edizioni: TEADUE 2005

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Trama: Metti un mondo piatto come una pizza (con o senza acciughe, la questione è aperta), sostenuto da quattro elefanti, che poggiano a loro volta su una tartaruga gigante (genere Astrochelonis, sesso non identificato), lunga 10000 miglia. Metti che in questo mondo la luce viaggia molto lenta a causa del forte campo magico. Metti una spada senza ombra di magia (praticamente unica al mondo), un ragazzone di due metri che si crede un nano, metti un corpo di guardia notturna composto da scarti della società, metti un governante di una città che funziona tramite l'istituzionalizzazione delle gilde. Metti che il ragazzotto si arruola sua sponte nella guardia notturna. Metti che pian piano inizia a cambiare l'atteggiamento rassegnato e fatalista delle guardie... E metti un drago. Ed è così... in un mondo in cui la morte non è rappresentata come uno scheletro con la falce, ma è uno scheletro con la falce, in un mondo dove tutto è surreale, ma altrettanto logico, è qui che avviene la lotta per salvare una città: un ragazzo onesto e limpito che guida una manica di debosciati per sconfiggere un drago. Ma non è una saga così eroica come potrebbe sembrare. Buon sorriso.


Commento: "Perché vale la pena leggerlo?"
La domanda è semplice. La risposta, stando in tema con il Mondo Disco potrebbe essere un banale e licenzioso 42 (ci perdoni D. Adams). Leggere un qualsiasi libro del Mondo Disco è come tuffarsi in un universo parallelo in cui Tolkien ha deciso di darsi al cabaret. Non per niente Pratchett è stato paragonato più volte al Professore. Leggere un qualsiasi libro del Mondo Disco è fare un sorriso quasi ad ogni pagina, è leggere paragrafi interi, fermarsi, rileggerli e sgranare gli occhi, perchè nella loro assurdità sono assolutamente coerenti. Leggere un qualsiasi libro del Mondo Disco fa questo effetto. A me le Guardie! in più, ha il pregio di sviluppare e far conoscere meglio un personaggio come Havelock Vetinari, il Patrizio di Ankh-Morpork, un uomo che ha una mente letteralmente labirintica. In più Carota, il ragazzo che si crede nano e che è così semplice da prendere alla lettera tutto. Per un nano, e quindi per lui, il concetto di metafora è qualcosa che non appartiene al suo mondo. Perchè leggerlo? Il vero motivo è che quando trovi qualcuno che l'ha letto (come qualsiasi altro libro del Disco) e cominci a parlare insieme a questo amico delle scene che ti han divertito del libro, cominci a ridere come un matto. O forse capita solo a me... :)


NB: A me le Guardie! è il primo di una serie di 3 libri dedicati alla guardia notturna. Gli altri due sono: Uomini d'arme e Piedi d'argilla. Stesso editore. Leggeteli, che ne vale la pena.

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Re: [Libri] La Biblioteca del 5°Clone

Messaggioda Redrum » lun mar 05, 2007 11:07 am

Titolo: I diari della famiglia Dracula (Trilogia)
Autore: Jeanne Kalogridis
Edizioni: Newton Compton Editori, 2006

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Trama: Partendo cinquant'anni prima dell'inizio del romanzo di Stoker Dracula, Il Patto con il Vampiro svela l'esistenza di un antico e segreto accordo nella famiglia Dracula. Arkady, pronipote del principe Vlad Tsepesh, meglio conosciuto come Dracula, vive nell'incubo di una terribile minaccia, costretto a procurare sempre nuove vittime al suo adorato prozio per salvare la vita alle persone amate. Coinvolto in un abisso di morte e di sangue, Arkady oserà ribellarsi al suo tragico destino e sfidare Dracula, per il bene della sua famiglia.
Ne I figli del Vampiro Arkady, divenuto anch'egli un vampiro, ha un unico, bruciante desiderio: distruggere Vlad prima che riduca in eterna schiavitù il suo primogenito Stefan, attraverso l'odiato rito del sangue. Tuttavia, Arkady giunge troppo tardi: Vlad ha già rapito Stefan, portandolo di nascosto nel suo castello in Transilvania. Nella sua appassionante battaglia contro Vlad, Arkady ottiene l'aiuto del fratellastro, Abraham Van Helsing. Farà di tutto per liberare la famiglia e porre fine all'antico patto di sangue, anche se questo significherà sacrificare la vita di suo figlio.
Ne Il signore dei Vampiri è Abraham a cercare di porre fine all'atroce patto di sangue che da secoli riduce in schiavitù la famiglia Tsepesh. Vlad, ormai disperato, e la pronipote Zsuzsanna chiedono aiuto al Vampiro più potente, più temibile e più affascinante: la contessa Elisabeth di Bathory. Affiancato da un gruppo di valorosi compagni, Bram si dà alla ricerca di Vlad e riesce finalmente ad ucciderlo, proprio come racconta Bram Stoker in Dracula. Tuttavia il terrore non si estingue con la morte di Vlad, perchè c'è un'altra forza che guida lui, Zsuzsanna, Elisabeth e tutti i Vampiri del mondo, un'entità antica più malvagia di qualsiasi altra in cui Bram si sia imbattuto: il Signore dei Vampiri. Per non essere soppraffato da questo Dark Lord, e salvare non solo la propria famiglia ma l'intera umanità, Bram deve ancora una volta rischiare di perdere la propria anima.


Commento: Anzitutto premetto che la trama l'ho presa pari pari dal risvolto di copertina, quindi non dovrebbe svelare molto anche se a prima vista sembra. Comunque a me il libro è piaciuto parecchio, da bravo appassionato di vampiri non poteva mancare alla mia libreria personale, soprattutto dopo aver letto Dracula di Bram Stoker che consiglio vivamente a tutti voi. Se l'avete già letto, allora fa per voi anche questa trilogia, sempre in forma di diari, come l'originale, e con le stesse atmosfere affascinanti. Se avete letto Dracula di Stoker, troverete appassionante l'approfondimento della figura di Van Helsing, che nel romanzo originale non viene trattata adeguatamente, e noterete come la trama di questa trilogia si vada a fondere con la trama del romanzo originale.
Se non avete letto Dracula di Stoker, leggetelo e leggetevi pure questa trilogia, appassionante e sensuale, terrificante ed emozionante. Una trilogia sui Vampiri davvero ben scritta e strutturata, con un buon ritmo. Consigliato a tutti i cloni!
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Re: [Libri] La Biblioteca del 5°Clone

Messaggioda Redrum » mer mar 21, 2007 6:51 pm

Titolo: Ubik
Autore: Philip K. Dick
Edizioni: Fanucci Editore, 2001

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Trama: Glen Runciter comunica con la moglie defunta, per avere i suoi consigli dall'aldilà. Joe Chip scompare dal mondo del 1992 e si ritrova nell'America degli anni Trenta, mentre riceve misteriosi e cupi messaggi. Una trappola mortale sembra aver annientato i migliori precognitivi del sistema solare. È in corso una lotta per scrutare il futuro nel corso di un'impossibile dissoluzione del presente; mondi e tempi diversi vivono e fluiscono contemporaneamente, la vita si scambia con la morte. In Ubik Philip Dick affronta con grande ispirazione alcuni dei suoi temi più profondi: l'illusione che chiamiamo realtà, la mancanza di un tessuto connettivo e di un principio unificatore al di sotto dell'apparenza delle cose, il mistero di un Dio che tiene i dadi della vita e della morte.

Commento: Un libro immancabile nella biblioteca dei cloni. Bellissimo, avvicente, entusiasmante, e si fa leggere in poco meno di una sera, come è successo a me, che sono stato letteralmente strappato dal mio mondo per essere catapultato nel magnifico universo che Dick illustra in questa sua opera. Un libro che va ben oltre la semplice fantascienza, o la semplice letteratura post-moderna, un libro profondo e denso, misterioso ed accattivante, in un'unica parola, un Capolavoro con la c maiuscola.
Citazione: "Io sono vivo, voi siete morti"



Penso non potesse mancare questo romanzo in questa biblioteca e lasciatemi fare un pò di pubblicità:

Voi cloni non sapete cosa fare? Annoiati? Cercate un nuovo entusiasmante libro da leggere? Ebbene leggete Ubik: interessante ed entusiasmante se letto seguendo attentamente le istruzioni.

:lol:

Ciao ciao!
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Re: [Libri] La Biblioteca del 5°Clone

Messaggioda Utumno » gio apr 26, 2007 2:21 pm

Titolo: La svastica sul sole
Autore: Philip K. Dick
Edizioni: Fanucci Editore, 2005 ( pg. 336, € 7.90 )

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Trama: Le forze dell'Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale e l'America è divisa in due parti, l'una asservita al Reich, l'altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L'Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l'Italia ha preso le briciole e i Nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone.
Sulla costa occidentale degli Stati Uniti i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folklore e della cultura americana, mentre gli sconfitti sono protagonisti di piccoli e grandi eventi: l'antiquario collaborazionista con i suoi altolocati clienti, l'artigiano ebreo che gli fornisce falsi oggetti "antichi", la maestra di judo che va in cerca di un'impossibile verità, sono legati fra loro dagli eventi che minacciano di far scoppiare il conflitto finale tra Germania e Giappone.
E l'intera situazione è orchestrata da due libri: il millenario I Ching, l'oracolo della saggezza cinese, e il best-seller del momento, vietato in tutti i paesi del Reich, un testo secondo il quale l'Asse sarebbe stato sconfitto dagli Alleati....

Commento: Un classico dell'ucronia, il capolavoro di Philip K. Dick, La svastica sul sole è una tappa fondamentale di quella rivoluzionaria definizione dell'immaginario contemporaneo che Dick ha avviato a partire dagli anni Cinquanta con i mezzi in apparenza ‘poveri’ della letteratura di genere. Uno straordinario romanzo che consiglio a tutti.

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Re: [Libri] La Biblioteca del 5°Clone

Messaggioda Utumno » ven mag 04, 2007 12:17 pm

Titolo: Romanitas
Autore: McDougall Sophia
Edizioni: Newton & Compton, 2006 ( pg. 551, € 9.90 )

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Trama: Corre l'anno 2757 dalla fondazione di Roma. L'impero romano non è mai crollato, ha esteso il suo dominio lungo tutti i secoli fino ai giorni nostri; oltre i suoi confini adesso sono soltanto l'impero cinese, Nionia (il Giappone) e il regno d'Africa. E non si tratta di confini pacificati. Uno schiavo è in attesa di essere crocifisso; una giovane donna disperata, con capacità fuori dal comune, cammina a passi misurati per le vie di Londra; una banda di fuggiaschi si nasconde sui Pirenei, mentre su schermi giganti situati in ogni città il mondo assiste al funerale della coppia più prestigiosa della famiglia imperiale. Soltanto un instancabile ufficiale dubita che le morti del fratello dell'imperatore, un eroe di guerra, e della sua bella e carismatica moglie siano accidentali. Il sedicenne erede al trono sta per venire a conoscenza di un segreto che minaccia la sicurezza della più grande potenza della Terra - e la sua stessa vita. Questo è l'impero romano. Oggi.

Commento: Il romanzo ha moltissima attrattiva verso chi non disdegna storie di futuri alternativi, anche se in questo caso si dovrebbe più correttamente parlare di presente alternativo. Le ottime premesse vengono in parte disattese nella prima metà dell’opera, quando la fuga e le trame contro il futuro imperatore vorrebbero tenere il lettore col fiato sospeso, ma non ci riescono pienamente. Certo, il desiderio di vedere come evolve la storia è presente, visto che di cose ne accadono, ma il ritmo non proprio sostenuto e la lunghezza a volte davvero eccessiva di alcuni passaggi tendono ad allontanare il lettore, a stancarlo.
La seconda parte del libro è sicuramente migliore, con il ritmo narrativo che comincia ad ingranare ed a salire di giri, conducendo il lettore finalmente verso sbocchi interessanti della vicenda, fino alla sua sorprendente conclusione. Molto interessante la cronologia posta a fine volume, che ci permette di capire come l’Impero Romano sia giunto fino ai giorni nostri. Ne consiglio la lettura prima di intraprendere quella dell’opera stessa, in modo tale da riuscire a calarsi meglio nel mondo fittizio che non traspare completamente dal romanzo.
Di positivo però c’è da dire che la scrittrice inglese ha dalla sua la giovane età (24 anni all’epoca della prima edizione del libro) ed una capacità di scrittura che un romanziere affermato come Dan Brown si sogna.
Non so perché, ma ho l’impressione che il prossimo romanzo della trilogia sarà molto più scorrevole ed intrigante di questo “Romanitas”. Dovrebbe intitolarsi “Rome Burning” ed uscire in inglese nell’Agosto 2007. Nonostante tutto lo prenderò quando uscirà in italiano. Una seconda chance l’autrice la merita.

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Re: [Libri] La Biblioteca del 5°Clone

Messaggioda Utumno » mar ago 21, 2007 2:30 pm

Titolo: The Religion
Autore: Tim Willocks
Edizioni: Cairo Editore, 2006 ( pg. 823, € 22 )

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Trama: Malta, 1565.
Ultima Roccaforte dell'Ordine di San Giovanni, gli Ospitalieri: monaci-guerrieri difensori dei pellegrini di terrasanta e della cristianità.
Uomini che mentre l'Inquisizione imperversa per l'Europa, osano ancora farsi chiamare "La Religione". Per secoli hanno lottato contro le armate Ottomane, hanno resistito, hanno perso, inevitabilmente sono stati ricacciati. E' a Malta che ci sarà la resa dei conti.
Tutto quello che rimane dei cavalieri agli ordini del Gran Maestro La Vallette è asserragliato nelle fortificazioni dell'isola, mentre verso di loro veleggia il più preparato e splendido esercito del mondo contemporaneo: l'armata di Solimano il Magnifico. L'esito dell'assedio appare scontato, ma i Cavalieri e la gente di Malta hanno deciso di non arrendersi.
In questo scenario si muove Matthias Tannhauser, il protagonista del romanzo; l'antefatto ci svela subito parte della natura di quest'uomo. Strappato in tenera età alla sua terra e alle sue radici e arruolato tra i micidiali Giannizzeri di Solimano, Tannhauser è poi ritornato in Occidente per ragioni misteriose, diventando uno starno ibrido tra un mercante, un guerriero e un guaritore. Immediatamente le trame dei complotti si intessono attorno alla figura di questo singolare guerriero mentre la Religione manovra per attirarlo a Malta, ansiosa di sfruttare le sue conoscenze delle armate ottomane e una facoltosa e splendida contessa chiede di essere guidata nel cuore della guerra per cercare il figlio perduto. In questa storia però è sempre difficile distinguere i giocatori dalle pedine: mentre i Cavalieri si illudono di usare Tannhauser un'altra oscura forza trama anche alle loro spalle. Il cardinale Ghisleri e l'oscura mano della Santa Inquisizione, nella persona di Ludovico Ludovici.
Il dualismo tra i due personaggi maschili principali è una delle colonne portanti del romanzo, non un confronto tra bianco e nero, ma tra due figure umane di una complessità rara. Tannahuser non è di certo un buono nel senso tradizionale del termine. Pur avendo valore, coraggio, senso dell'onore, non disdegna di ricorrere a qualsiasi mezzo per raggiungere i suoi scopi: usa le persone, fa il doppio gioco in guerra e anche in amore.
Eppure rimane un personaggio di una purezza ammirevole: forse proprio perché le sue scelte spesso sbagliate, avventate, il suo essere opportunista, sono così simili ai comportamenti che assumono le persone normali. E' dunque un uomo difficile, leale con gli amici più stretti, ma al tempo stesso pronto ad afferrare le occasioni a scapito di vite innocenti per il proprio tornaconto. Diverso è il discorso per l'inquisitore Ludovico, un personaggio per certi versi simile al Nicholas Eymerich di Evangelisti. Uomo di cultura, abile manipolatore e anche guerriero all'occorrenza, è lacerato tra la castità e la passione. Questo dualismo lo porta a gettarsi nel suo compito di inquisitore con crudeltà cieca e ferocia quasi inumane; a lavorare nell'ombra per i suoi scopi con qualunque mezzo.Eppure,anche nella sua anima nera ci sono dei momenti di luce.
La storia narrata da Willocks è dunque si una storia di guerra, e anche una storia umana; il percorso che tutti i personaggi compiono ognuno alla ricerca di qualcosa: illuminazione, espiazione o amore incondizionato.
C'è dunque tanto spazio per lo sviluppo delle personalità, che infatti appaiono sfaccettate e complesse come capita di rado.
Questo fortunatamente non va a scapito della ricostruzione storica, che rimane abbastanza fedele, e non danneggia il pathos delle scene di guerra. Per tutto il romanzo infatti la battaglia per la conquista di Malta fa da sfondo alla vita di Tannahuser e degli altri che per le più svariate ragioni vi si trovano coinvolti. La guerra è narrata con attenzione e dovizia di particolari anche crudi e raccapriccianti.
Willocks comunque è bravissimo a non trasformare il conflitto in uno scontro buoni-cattivi, male-bene; si tratta di una guerra, e in pratica bene e male non esistono come valori assoluti ma solo in quanto relativi.
Ognuno dei sue schieramenti vede il male nell'altro, La Religione è il diavolo per i Musulmani e viceversa. Non c'è nessuno che sia nel giusto: esistono solo ragioni e interessi che spingono ad agire, siano questi economici o religiosi.

Commento: "The Religion" è un romanzo di guerra e di storie umane caratterizzato da una varietà di registri e di colorazioni che lasciano senza fiato.
L'autore padroneggia benissimo il linguaggio passando dal rosso del sangue a quello delle rose con disinvoltura e rendendo ogni scena vivida e presente nella mente del lettore. Ci sono personaggi indimenticabili, ma anche luoghi e oggetti (spesso subdolamente reiterati) che restano impressi, musiche e cibi ti restano dentro come gli atti d'eroismo degli uomini d'arme. C'è tanta passione in questo libro, tanta morte e anche tanta sensualità, tantissima bellezza che cresce dove invece pare che non ci sia altro che distruzione.
Questa varietà lo rende un libro assolutamente da leggere: raccomandatissimo a chi apprezza il romanzo storico, ma anche a chi cerca l'azione.
Anche nelle scene campali infatti la bravura di Willocks è evidente, così come la sua attenzione per i particolari - a volte con un compiacimento per il macabro anche eccessivo - che contribuiscono ad aumentare il senso di essere "nella" storia.
Un'ultima annotazione va alla copertina, che simboleggia perfettamente e con una grafica splendida il contenuto del romanzo.
Una spada e delle rose. L'odio e l'amore.
Entrambi umani, spesso entrambi mortali.
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