Un tempo scrittori e master facevan tutto il possibile per evitare che i termini tecnici dei GdR entrassero a far parte delle discussioni interne all'ambientazione. Ogni tanto a qualche giocatore inesperto sfuggivan di bocca, ma chi lo faceva veniva tacciato di metagame.
Giunsero serie parodistiche in cui tali termini tecnici venivan sdoganati. Un Guru Guru, ad esempio.
Ma eran serie volte a far ridere.
Alcune tra loro, autopubblicazioni online, tendevano a divenire terribilmente dure. Si veda il webcomics Goblins, tradotto da questo sito. Vi sono premesse parodistiche e scene umoristiche basate sul gioco da tavolo: ad esempio un personaggio che si accorge discutendo con un mostro di aver esaurito i pf perché aveva erroneamente applicato la riduzione del danno ad armatura magica. Ma, su questo sfondo, si innestavano scene tragiche e il contesto che ne fuoriusciva era tutt'altro che ironico.
Con la recente ondata di isekai, e ho l'impression già poco prima, si sono sdoganati termini gdierristici, da tavolo e videoludici. Se prima un personaggio che si presentasse come un guerriero di quarto livello era meccanismo pensato per far ridere, ora seriamente i mondi fantasy paion quasi vantarsi di aver personaggi che conoscano i loro danni e i loro pf, o la barra dei pf. Con una differenza tra le serie in cui il protagonista è l'unico a conoscere tali meccanismi e quelle in cui tutti lo sono.
''Buongiorno, sono un elfo mago di quarto livello, piacere. Ancora 150 punti esperienza e riuscirò a lanciare incantesimi senza questi componenti materiali e imparerò il gelo fulminante. Andiamo a scegliere una quest sulla bacheca della locanda?''
È meritevole o deleterio?
È ormai accettato o vale la pena di porsi il problema?



