Il 5°Clone



Biancaneve (2012)

  Regia: Tarsem Singh
  Cast: Lily Collins, Julia Roberts, Armie Hammer
  Genere: Fantasy, Fiabesco
  Produzione: Relativity media, Citizen Snow Film Productions,
  Data di uscita italiana: 6 aprile 2012
  Durata: 1,50 ore
  Nazione: USA

 

 

 

 

A qualche mese di distanza da Immortals Tarsem Singh porta al cinema un nuovo film (semi)fantasy. Di nuovo si nota la cura delle inquadrature, con uno splendido castello e delle bellissime scenografie innevate (peccato solo che il trionfo del bene riporti la primavera e che l'ultima immagine del film non sia quindi all'altezza delle precedenti). Mi verrebbe da pensare che con tutta questa neve sia un film uscito un po' fuori tempo, visto che, piuttosto che per Pasqua, sarebbe stato un ottimo film natalizio, vista la povertà delle fiabe natalizie nei cinema di quest'anno...

Rispetto ad Immortals, almeno sotto un punto di vista, Biancaneve mostra un miglioramento. Biancaneve è una sciocchezzuola di film e il regista pare esserne perfettamente consapevole: a dispetto dei toni seriosi fino al ridicolo che cercavano di caratterizzare Immortals, in Biancaneve c'è una forte dose di autoironia con ampio spazio a gustose scenette comiche che coinvolgono tutto il cast (eccetto Biancaneve), dalle pozioni d'amore con vari effetti collaterali ai nani coi trampoli fino alle metamorfosi kafkiane. E in Biancaneve si ride, almeno durante la proiezione...

“Una storia diversa da tutte le altre”, promettevano le locandine. E qualche differenza sostanziale c'è. Biancaneve è ben più attiva (e più simpatica) del solito, i nani sono briganti (“sempre meglio che lavorare in miniera”) e assalgono chi passa per la foresta fingendosi giganti, il principe è un simpatico tontolone e la regina è un'indebitata tiranna che tassa il suo popolo fino allo stremo, che fa feste in maschera di dubbio gusto e che vuole al più presto sposarsi con un giovane aitante fanciullo strapieno di soldi.

Ottime risultano in questo campo anche alcune trovate sul versante puramente magico, come i burattini giganteschi che calati dall'alto attaccano la casetta dei nani. Un po' meno convincente la tanto preannunciata bestia che, anche se per motivi abbastanza giustificati dalla trama, più che spaventosa risulta semplicemente buffa...

 

Il castello

 

Il problema principale del film è che la sua capacità di prendersi poco sul serio porta ad una mancanza di giudizi positivi forti da parte di chi lo va a vedere. Usciti dalla sala rimane molto poco, eccetto l'aver passato una buona ora e mezza in modo completamente spensierato. Ripensandoci, finisce per aggiungersi alla fila delle piacevoli babbionate viste col sorriso ma nulla più...

Questo Biancaneve si aggiunge al filone di film nato con Shrek e proseguito con film quali Come d'Incanto e Cenerentola e gli 007 nani, film di fiabe “che strizzano l'occhio anche agli adulti” cercando di ironizzare sopra i clichè tipici del genere. Peccato che solo Shrek (almeno per quanto riguarda i suoi primi due film) riesca veramente a staccarsi dalla fiaba e a creare spunti di riflessione. Come d'incanto e Cenerentola e gli 007 nani (e si badi bene che ho citato apposta un film ben riuscito e uno mal riuscito) finiscono per essere fiabe ancora più fiabesche di quelle che stanno cercando di prendere in giro. Ed è in questo gruppo tanto ampio che si inserisce il Biancaneve del 2012. Togliendo un po' di ironia e un po' di battute (divertenti finchè le senti, un po' meno quando ci ripensi) è sempre la solita, vecchia, trita e ritrita storia di Biancaneve...

I suoi cambiamenti sono solo temporanei e secondari (oltre che illusori): nel finale tutti sono al posto in cui ci si aspetta che siano. La principessa non va a vivere in una palude e non si sposa l'orco (o il nano che tanto a lungo la corteggia). Ricordate i finali degli altri due film con cui l'ho paragonato? Quasi quasi qui non si cerca neanche di dare l'illusione di voler cambiare qualcosa. La fiaba si conclude nel più canonico dei modi... e tutti vissero per sempre felici e contenti.

Per le fiabe. Perchè, pensando solo alle versioni classiche di Biancaneve un paio di differenze forti nei modi in cui si risolve la vicenda ci sono. Ma è solo a causa dell'introduzione di elementi comici e d'azione che le due scene più famose (la mela e il bacio) subiscono un interessante cambiamento. Temporaneo e sempre nei canoni del genere, ma è bene dargliene atto.

 

 

Biancaneve in mezzo ai nani

 

 

Dal punto di vista del cast sarebbe improprio non fare un elogio a Julia Roberts. Nata cinematograficamente come principessa delle fiabe (perchè Pretty Woman altro non è che una fiaba), ora che le rughe (“righette”) cominciano ad apparire si cala perfettamente nella parte di Matrigna cattiva dalla bellezza che appassisce, un po' come aveva fatto Michelle Pfeifer in Stardust. Arrapata, sfavillante e vanesia, dotata addirittura di uno specchio magico che prende in giro i suoi cambiamenti. A questo proposito notevole la scena con i trattamenti di bellezza della regina.

 

 

La Matrigna sul suo trono

 

 

Ottima anche Lily Collins nel ruolo di Biancaneve, unico personaggio “serio” sulla scena.

Peccato che i suoi sguardi durante il film sian continuamente “oscurati” dall'eccessivo spessore delle soppracciglia, che, nelle mani di una regia che fa risaltare molto i contrasti tra i colori, risultano davvero enormi.

 

Biancaneve?!

 

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